Come trovare la MOTIVAZIONE se non ti piace ALLENARTI

non riesco a trovare la motivazione per allenarmi in palestra

Non devi per forza amare l’allenamento per ottenere dei risultati

Non tutti amano allenarsi in palestra e se sei tra quelli che, una volta iscritti in palestra, abbandonano dopo pochi mesi, quest’articolo fa al caso tuo.

Si sottovaluta spesso il fattore psicologico nell’allenamento, ma è fondamentale per poter trovare la motivazione giusta e ottenere dei risultati nel tempo.

Spesso gli obiettivi sono refrattari, irrealistici, confusi e non molto definiti. In tal caso la motivazione è debole perché non è indirizzata verso un obiettivo chiaro e concreto. L’allenamento si trascina per inerzia, la sessione giornaliera in palestra è una rottura di coglioni, ed eseguiamo gli esercizi del nostro programma di allenamento uno dopo l’altro, come se stessimo facendo la lista della spesa, senza voglia e intensità.

In questo clima di sconforto è molto difficile trovare la giusta motivazione ed è molto difficile ottenere miglioramenti.

Una motivazione forte ha bisogno di un obiettivo chiaro

Il primo passo è definire l’obiettivo. Per quale motivo vogliamo allenarci? Vogliamo un fisico più forte? Vogliamo apparire meglio allo specchio? Vogliamo stare bene con noi stessi? Vogliamo perdere peso? Vogliamo attirare più figa? Vogliamo aumentare le prestazioni in funzione di un altro sport?
Poniamoci delle domande e diamoci delle risposte.

Molto spesso la poca esperienza iniziale ci impedisce di rispondere correttamente alle domande che ci poniamo, e di conseguenza non riusciamo a delineare gli obiettivi correttamente. In casi come questi dobbiamo affidarci a dei professionisti in grado di indirizzarci verso degli obiettivi. Una volta tracciati i confini degli obiettivi è necessario gestire la motivazione.

La motivazione

In psicologia la motivazione è l’espressione dei motivi che inducono un individuo a compiere o tendere verso una determinata azione, ed è suddivisibile in motivazione intrinseca e motivazione estrinseca.

  • Motivazione intrinseca: ci impegniamo in un’attività perché questa di per sé è appagante e gratificante.

es. provo piacere nell’allenamento, mi piace la sensazione che provo mentre sollevo carichi pesanti, non vedo l’ora di superare i miei record personali, mi piace sentire il muscolo in pump, voglio migliorare la tecnica, non vedo l’ora di imparare questo nuovo esercizio…

  • Motivazione estrinseca: ci impegniamo in un’attività perché questa ci porta successivamente ad ottenere una ricompensa in grado di darci soddisfazione.

es. Mi alleno perché voglio dimagrire, vado in palestra per poter rinforzare i muscoli posturali, desidero un fisico da spiaggia, lo faccio per mantenere uno stile di vita sano…

Essere spinti da una motivazione intrinseca costituisce un notevole vantaggio perché ci consente di affrontare l’allenamento con molto più piacere. la “ricompensa” diventa più una naturale conseguenza che il fine ultimo. Ma se non amiamo particolarmente allenarci non possiamo avere questo tipo di motivazione. Non dobbiamo preoccuparci, non è affatto un problema. Dobbiamo lavorare sul nostro mindset.

Se siamo mossi da una motivazione estrinseca dobbiamo imparare a suddividere l’obiettivo a lungo termine in tanti obiettivi intermedi in modo da poter avere costanti feedback positivi.

La chiave sono gli obiettivi intermedi verificabili

1. Concentriamoci sull’aumento della prestazione

La prestazione è fondamentale per costruire nuovi adattamenti nel nostro corpo. Armiamoci di un diario personale (o un blocco note sullo smartphone) dove segniamo i nostri incrementi prestazionali e paragoniamoli a distanza di tempo con i precedenti. Può essere soddisfacente vedere che il nostro carico nello squat è aumentato di 10kg, o che siamo diventati più resistenti nella corsa, o che riusciamo a sopportare un volume di allenamento maggiore, o che recuperiamo prima tra una serie e l’altra.

2. Il nostro aspetto in foto è un potente indicatore dei nostri miglioramenti

Spesso accade che un bel giorno ci vediamo allo specchio e ci riscopriamo migliorati, ma a volte il processo è così graduale che è difficile accorgersi della differenza, soprattutto se il nostro giudizio è minato dalle nostre incertezze e insicurezze. Prima di iniziare scattiamoci delle foto a figura intera da varie angolazioni (frontale, di lato, di schiena), e stabiliamo un periodo nel quale ripeterle seguendo le stesse modalità (ad esempio ogni mese, con le stesse luci e utilizzando perlomeno una camera di qualità medio-alta). Questo è il modo più semplice e attendibile per monitorare i miglioramenti estetici.

3. Lasciamo perdere la bilancia e consideriamo solo le misure plicometriche e le circonferenze

Con la plicometria possiamo misurare la massa grassa e la massa magra. Con le circonferenze possiamo misurare le variazioni effettive sul corpo dovute all’aumento della massa muscolare e/o alla perdita del grasso corporeo. Esempio:
Punto di partenza:

  • Percentuale di grasso: 22%
  • Circonferenza Bicipite: 32 cm

Dopo circa un anno:

  • Percentuale di grasso: 14%
  • Circonferenza Bicipite: 35 cm

In questo periodo di tempo ci saranno state delle fasi intermedie che andranno misurate per tenere alta la motivazione monitorando i costanti miglioramenti. Nel caso non abbiamo questa possibilità possiamo affidarci anche solo al confronto in foto. La bilancia spesso invece può ingannare. Se prendiamo una ragazzo di 70kg che si allena per un anno può pesare sempre 70kg o addirittura aumentare. Può benissimo accadere che c’è una perdita di massa grassa ed un guadagno di massa magra.

Riepilogando:

  1. Monitoraggio delle prestazioni
  2. Monitoraggio del cambiamento fisico in foto
  3. Monitoraggio del cambiamento fisico attraverso le misurazioni

Il primo punto è imprescindibile, senza un aumento delle prestazioni non vedremo nessun miglioramento; gli altri due sono importanti ma possiamo anche non prenderli in considerazione che comunque otterremo dei risultati. Dipende sempre dagli obiettivi.

N.B. Ovviamente questi punti sono importanti anche per coloro i quali amano allenarsi. Ma lo diventano ancor di più in soggetti che non amano farlo. Avere costanti riscontri positivi tiene alta la motivazione e può accadere che l’allenamento inizi a piacerci.

La difficoltà principale è prendere coraggio ed iniziare. Ci sentiamo inadeguati, siamo abbagliati da aspettative altissime e dalle luci dei social, non siamo disposti ad avere pazienza nell’ epoca del “tutto e subito”, preferiamo credere nelle formule magiche, nei metodi miracolosi da 2 settimane, vogliamo il massimo risultato con il minimo sforzo.

Conta soltanto l’allenamento fatto bene, con criterio e costanza. Tutto il resto è fumo inconsistente.

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