Una tragedia familiare si è consumata sul Lago di Como il 25 agosto 2025, quando Sergio Corsano, un turista tedesco di 55 anni di origini italiane, ha dato la vita per salvare i suoi due figli dalle acque del lago. Il corpo dell’uomo è stato ritrovato dopo sei giorni di ricerche ininterrotte a 220 metri di profondità.
L’episodio drammatico si è verificato nel pomeriggio di lunedì 25 agosto, intorno alle 17:30, nelle acque antistanti Dorio, sulla sponda lecchese del Lago di Como.
Sergio Corsano si trovava in vacanza con la moglie Nathalie, 44 anni, e i loro due figli di 10 e 16 anni. La famiglia aveva noleggiato un’imbarcazione a Dongo per trascorrere una giornata spensierata sul lago.
Per ragioni ancora non del tutto chiare, i due figli sono caduti in acqua dall’imbarcazione. Senza esitare, il padre si è immediatamente tuffato per soccorrerli, riuscendo a portarli in salvo con l’aiuto della moglie che era rimasta sulla barca. Tuttavia, dopo aver messo in sicurezza i figli, Corsano è stato inghiottito dalle correnti del lago e non è più riemerso…
Cosa può fare un padre quando i suoi figli, il suo sangue, affrontano il pericolo?
Non c’è tempo per ponderare né per calcolare: l’amore supera tutto e si fa sacrificio.
Così egli si è gettato — senza esitazione — nella bocca del drago: il Lago di Como, che sotto la sua bellezza cela un pericolo oscuro.
Le correnti sono come forze di un altro mondo: un dio cieco che danza ubriaco e genera caos, vortici improvvisi, mulinelli che risucchiano come abissi affamati. È un’entità che nasconde trappole nelle profondità, che muta il respiro dell’acqua in gelo capace di fermare muscoli e cuore, che rende scivolosi i fondali e ingannevoli le rive.
E quando il caos degli elementi non può essere dominato, la morte sopraggiunge senza avvertire, senza schema: come un colpo divino.
Ma Sergio Corsano, uomo, padre, non ha esitato.
Con tutte le sue forze ha sfidato la morte stessa per strappare i figli al suo abbraccio. Ha dato tutto: senza pensare, senza risparmiarsi.
Eppure la morte ha preteso un prezzo: la sua vita.
Ha compiuto un gesto che attraversa i secoli, l’atto primordiale dell’Uomo: il padre che sacrifica se stesso per ciò che ama più al mondo.
Questo sacrificio resta segno da ricordare, sintesi di un gesto collettivo, simbolo di tutti i padri che amano i loro figli e che, senza esitazione, offrirebbero se stessi per proteggerli.
Riposi in pace: il suo gesto rimane.
È testimonianza che l’uomo può essere più forte della paura, più grande della morte, quando si fa strumento di amore e sacrificio.

