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Dottrina Monroe 2.0: I motivi dell’intervento USA in Venezuela

Venezuela

Se osserviamo l’azione della Delta Force a Caracas convinti che l’obiettivo sia il “contrasto al narcotraffico”, siamo fuori strada.

Il narcotraffico è il pretesto legale, un semplice casus belli formale. Agli Stati Uniti non è mai importato se un capo di stato sia un dittatore o traffica stupefacenti, purché sia allineato — la storia delle relazioni con la Corea del Nord, l’Afghanistan o certi leader centroamericani è lì a dimostrarlo.

La realtà è che l’amministrazione Trump, per muovere la macchina bellica senza passare per le lungaggini del Congresso (che richiederebbe una dichiarazione di guerra formale), necessitava di una giustificazione di polizia internazionale.

È qui che entra in gioco la finzione del Diritto Internazionale, un set di regole vincolante solo per i “pesci piccoli”. Per le Grandi Potenze come gli USA esistono solo i rapporti di forza. Loro non seguono il vento, lo creano.

Apparentemente Washington non sta invadendo una nazione sovrana, sta “eseguendo un mandato di arresto”. Questa distinzione è fondamentale per placare il fronte interno e fornire un alibi all’Europa, che osserva gli eventi dalle retrovie, ormai totalmente irrilevante nelle dinamiche di potenza globale.

Uno spazio di consulenza mirata, dedicato all’analisi delle dinamiche relazionali. Qui si affrontano rotture, manipolazioni psicologiche e scenari complessi con le donne, con strategie specifiche costruite sul singolo caso.

Certo, dal punto di vista dell’intelligence (DEA/CIA), il Venezuela ha usato la droga e la migrazione come armi di guerra non convenzionale, finanziando gruppi islamici come Hezbollah. Ma non si muove un apparato militare di tale portata solo per questo. C’è molto altro.

Il Venezuela siede su riserve non sfruttate di coltan, torio e terre rare: elementi centrali nell’industria tech e militare moderna. Fino a ieri, queste risorse erano ipotecate a Pechino. La Cina, attraverso accordi opachi, controllava l’estrazione strategica a sud dell’Orinoco, garantendosi una supply chain critica nel “cortile di casa” americano.

Nella guerra tecnologica per l’egemonia, Washington non può tollerare che un regime satellite cinese controlli materiali critici a tre ore di volo dalla Florida. L’operazione è una classica mossa di resource denial: serve a spezzare la catena di approvvigionamento asiatica nell’emisfero occidentale.

Inoltre, sotto il suolo venezuelano giacciono 17 trilioni di dollari di riserve petrolifere. Il controllo di questi asset non serve ad abbassare il prezzo alla pompa, ma a blindare il sistema finanziario americano. Si tratta di un’assicurazione sulla vita contro l’Iran. Se Teheran dovesse chiudere lo Stretto di Hormuz, il petrolio venezuelano — ora sotto l’egida operativa di colossi come Chevron — compenserebbe lo shock, evitando recessione e inflazione negli USA. Trump vuole il rubinetto del Petrolio in mano a Washington per dettare legge all’OPEC+ e impedire che il dollaro, come arma geopolitica e valuta di riserva, si sgretoli.

C’è poi un dato di intelligence ipotetico, ma deducibile dai movimenti del biennio 2024-2025: il Venezuela stava evolvendo in una piattaforma di lancio avanzata. Russia e Iran stavano negoziando il posizionamento di sistemi missilistici a lungo raggio e droni suicidi. Si stava configurando una “Cuba 2.0”, ma con tecnologia ipersonica. Per il Pentagono, la tolleranza per sistemi d’arma Anti-Access/Area Denial (A2/AD) ostili nei Caraibi è zero. L’operazione è scattata in una precisa finestra di opportunità tattica, per neutralizzare la minaccia prima che diventasse operativa.

Infine, c’è la componente del terrore. Catturare un capo di stato in carica invia un messaggio chiaro a ogni leader del “Sud Globale” che flirta con i BRICS: nessuno è al sicuro. Se non ti allinei, ti veniamo a prendere nel tuo letto.

Il dato più rilevante di questa vicenda è ciò che non è accaduto: la reazione di Russia e Cina. Nonostante investimenti per oltre 60 miliardi di dollari, presenza militare e partnership energetiche, le due superpotenze si sono limitate a dichiarazioni di facciata.

È il riflesso di una spartizione silenziosa delle sfere d’influenza, un nuovo assetto globale tacitamente concordato.

Gli Stati Uniti consolidano il controllo assoluto sulle Americhe (Dottrina Monroe 2.0). La Russia mantiene la sua linea rossa invalicabile sull’Ucraina (Donbass e Crimea). La Cina ottiene il via libera implicito per cementare il controllo sull’Indo-Pacifico e Taiwan.

Maduro non è stato rimosso perché “dittatore”. È stato sacrificato per cementare questo nuovo e delicato equilibrio. Era un bersaglio strategico da eliminare per chiudere il cerchio del dominio americano sull’emisfero occidentale.

Le superpotenze si spartiscono il mondo, mentre l’Europa guarda impotente e il diritto internazionale è carta straccia.

Fonti

  1. https://www.hizb-ut-tahrir.info/en/index.php/2017-01-28-14-59-33/articles/politics/28845.html
  2. https://thehill.com/opinion/international/5642398-venezuela-minerals-us-strategy/
  3. https://cronus.substack.com/p/why-the-united-states-pursues-regime
  4. https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_6d6a5bd6-9486-4820-87cd-1d545e148dcc/81abbef3-5e03-41d1-8e8c-1bbab72126b5/perche-dicono-che-rockefeller-hDUueAINQv2iWjGvcubDrQ.md
  5. https://www.crisisgroup.org/global/10-conflicts-watch-2026
  6. https://www.aljazeera.com/opinions/2025/12/26/will-china-come-to-venezuelas-rescue
  7. https://www.rbccm.com/en/insights/2025/12/2026-geopolitics-manifest-destiny
  8. https://oilprice.com/Energy/Energy-General/The-Truth-Behind-Trumps-Aggressive-Venezuela-Strategy.html
  9. https://socialistchina.org/2025/11/14/the-us-war-on-china-venezuela-and-the-international-left/
  10. https://www.thinkchina.sg/politics/has-venezuela-become-test-us-power-and-chinas-resolve
  11. https://www.cnn.com/2025/12/07/politics/venezuela-war-migrants-trump
  12. https://truthout.org/articles/trumps-monroe-doctrine-2-0-outlines-imperial-intentions-for-latin-america/
  13. https://theconversation.com/why-china-is-watching-trumps-venezuela-campaign-closely-271229
  14. https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/1/3/live-loud-noises-heard-in-venezuelas-capital-amid-us-tensions
  15. https://responsiblestatecraft.org/trump-corollory/
  16. https://english.elpais.com/international/2025-12-22/oil-gold-and-rare-earth-elements-the-backdrop-to-us-political-tension-with-venezuela.html
  17. https://finance.yahoo.com/news/holiday-markets-eye-war-risks-153000144.html
  18. https://www.wsj.com/world/americas/china-signals-it-wont-give-an-inch-to-the-u-s-in-latin-america-ba03bd24
  19. https://www.bbc.com/news/articles/c93n4nx5yqro
  20. https://www.chathamhouse.org/2025/12/trump-corollary-us-security-strategy-brings-new-focus-latin-america-it-disordered-plan
  21. https://www.eurasiareview.com/11122025-the-geopolitics-of-trumps-venezuela-campaign-oped/
  22. https://www.youtube.com/watch?v=wdUlyUiABiM

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