Abbattere la Timidezza: lo scalpello e l’ariete

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La Timidezza può essere un ostacolo

La timidezza è una caratteristica della personalità che porta l’individuo a provare difficoltà di interazione in situazioni sociali con altre persone. Se sei un ragazzo timido, è probabile che tu possa trovare stressanti situazioni che per altri sono apparentemente normali, come ad esempio conoscere nuove persone, ambientarsi in un nuovo contesto lavorativo, andare in palestra o ad una festa.

La timidezza può rappresentare un ostacolo e precluderti la possibilità di vivere esperienze interessanti e potenzialmente appaganti: il timore continuo di fare una figuraccia, del giudizio negativo, di non essere all’altezza delle persone e del contesto, di apparire ridicolo qualora dovessi sbagliare qualcosa, ti immobilizza, ti fa stare male, ti fa sentire sbagliato, diverso, rifiutato; senti che non puoi fare altro che implodere su te stesso in uno stato di profondo sconforto psico-emotivo.

L’Introversione è un’altra cosa

Molti pensano che timidezza e introversione siano la stessa cosa. Be’, in realtà non è così.

La timidezza, spesso, è un tratto della personalità di soggetti introversi, ma è corretto specificare che non tutti i soggetti introversi sono a loro volta timidi. È pura e semplice insiemistica.

L’introversione è un orientamento della personalità nel quale l’individuo è maggiormente focalizzato sul suo mondo interiore.

Se sei un ragazzo introverso è probabile che tu sia dotato di grande empatia, hai una sensibilità molto sviluppata ed hai buone capacità intuitive; sei in grado di indagare i profondi aspetti dell’animo umano. Potresti voler evitare situazioni sociali estremamente caotiche e affollate (concerti, discoteche, feste), non per timore, non per ansia sociale, ma per il semplice fatto che non le reputi particolarmente interessanti. Magari, invece, preferisci muoverti in quegli spazi bui e solitari della psiche, ascoltando l’eco dei pensieri, i tuoni in una pioggia notturna; preferisci la compagnia di poche persone, lo svolgimento di attività individuali, le situazioni tranquille. Ti addentri con maggiore frequenza all’interno di cunicoli intellettuali, esplorando argomentazioni astratte; ti poni in relazione con l’esterno attraverso un percorso di indagine interiore.

Una persona introversa è un esploratore della coscienza, in continua relazione con la parte più profonda dell’essere, ed è in continua ricerca del sé.

Una persona introversa può imparare benissimo a comportarsi in maniera molto socievole nei contesti che lo richiedono – sebbene molto spesso necessiti di momenti di solitudine per riflettere e ricaricare le batterie. Cosa che invece non accade nella persona estroversa, la quale ricava la sua forza proprio da situazioni a elevato ingaggio sociale. La persona estroversa potrebbe invece trovare estremamente frustrante la condizione esistenziale della persona introversa.

Se sei introverso, hai anche tu la necessità di stringere legami. Cerchi la solitudine per conciliarti con te stesso, ma non è una condizione permanente alla quale aspiri.

Il mondo degli estroversi

Gli estroversi si focalizzano sul mondo esterno. Per cui si pongono in antitesi con quella che è la tua natura. Loro necessitano di creare numerose relazioni interpersonali e si trovano a loro agio in situazioni dove è richiesto un alto grado di socialità. Fanno il pieno di dopamina con concerti, discoteche, feste. È la loro naturale tendenza. Li vedi molto disinvolti in situazioni per te impensabili, mentre li vedi annoiarsi in altre dove tu te la passi alla grande.

I due mondi della Timidezza

Una persona timida invece potrebbe essere attratta sia dal mondo dell’introverso, sia dal mondo dell”estroverso. Vediamo in dettaglio:

1. Persona Timida attratta dal mondo della Persona Introversa (PT->PI)

Questa Persona si trova a suo agio solo nel mondo della Persona Introversa, per cui non trova particolari motivi per esplorare il mondo della Persona Estroversa. Sono più che altro le pressioni esterne che la spingono a uscire fuori dalla sua dimensione ideale. Lo fa a fatica, e spesso lo percepisce come un obbligo al quale non può sottrarsi.

esempio:

Devi affrontare un colloquio di lavoro, sei costretto a restare in attesa per ore con altre persone che non conosci, di tanto in tanto qualcuno ti rivolge qualche parola. Arriva il tuo turno e con il reclutatore ti trovi costretto a dover sembrare una persona socievole, che ama il lavoro di squadra; cerchi di non sembrare nervoso, di non sudare, di non arrossire, di non deglutire continuamente. Vuoi che finisca tutto al più presto.

Sono le circostanze, le necessità, e le pressioni esterne che portano la PT->PI a doversi confrontare necessariamente con situazioni ad alto ingaggio sociale.

2. Persona Timida attratta dal mondo della persona estroversa (PT->PE)

Questa persona osserva da lontano il mondo della persona estroversa e vorrebbe poterci vivere. L’ostacolo principale è la sua timidezza, la quale costituisce un vero è proprio limite alla sua volontà. Questa persona vive in una dimensione esistenziale sofferente: comprende di essersi costruita da sola delle catene che le impediscono di vivere al meglio le situazioni sociali.

In alcuni casi la PT->PE mostra insicurezza, impaccio, disagio, solo nelle prime fasi di conoscenza ed esplorazione di un nuovo contesto sociale, mentre in altri casi potrebbe non riuscire ad attraversare questa fase di transizione. Anche persone tendenzialmente estroverse e socievoli possono rientrare in questa categoria.

esempio:

Ti invitano ad una festa, pensi sia interessante andarci. C’è anche quella ragazza che ti piace. Un occasione per fare conoscenza. Tutti sembrano a loro agio; ballano, parlano, ridono; tu sei impacciato e ti guardi attorno con il drink in mano. Dentro il ghiaccio si sta sciogliendo, ma preferisci non berlo, altrimenti non avresti un pretesto per restare lì nei pressi del bancone (senza quel drink risulteresti ancora più legnoso del solito). Intanto la ragazza che ti piace casualmente ti rivolge la parola. Tutto ciò che riesci a fare è inanellare una serie di parole senza senso. Ti chiedi perché ti comporti in questa maniera assurda. Vorresti davvero essere più disinvolto in una situazione del genere, ma non riesci in alcun modo ad esserlo. È così frustrante: ti senti la persona sbagliata, nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Speri finisca presto.

Abbattere le barriere della timidezza

Ci sono due metodi per abbattere le barriere della timidezza:

  1. Il Metodo Scalpello
  2. Il Metodo Ariete

1. Il metodo Scalpello

Nel metodo Scalpello vai a distruggere le barriere della timidezza gradualmente, uscendo dalla tua comfort zone, attraverso il completamento di piccole sfide quotidiane che vanno a complicarsi progressivamente con il tempo.

È un processo lungo che attraversa vari livelli di difficoltà: inizialmente devi cercare di affrontare quelle piccole situazioni che ti mettono a disagio (situazioni apparentemente normali per la gran parte delle persone).

Hai bisogno di somministrare al tuo cervello piccole dose di stress, in modo da riuscire nel tempo ad “assumere” dosi sempre più ingenti.

Analogia concettuale con il Mitridatismo.

Assuefazione di un individuo a sostanze tossiche data da una graduale e continua somministrazione di veleni in dosi sempre maggiori

Dal Corriere Della Sera

Esempio: devi ordinare la pizza a domicilio, sei tu quello che chiama il ristorante (situazione facile).

Successivamente, ti cimenti in situazioni sempre più complesse e stressanti, che richiedono livelli di sopportazione più elevati.

Esempio: partecipi ad una conferenza, sei tu quello tra il pubblico che si alza e pone le domande (situazione difficile).

Questo approccio, ti permette nel tempo di arrivare ad affrontare situazioni che per te inizialmente potevano sembrare estremamente difficili.

Considera l’errore parte del processo. Se sei predisposto ad imparare dai tuoi errori non avrai problemi ad affrontare sempre nuove situazioni che mettono alla prova la tua personalità. Se saprai mettere in atto tutto ciò che hai imparato da quelle esperienze pregresse, potrai gestire meglio situazioni che presentano caratteristiche analoghe.

Pro

  • Avanzamento per livelli
  • Progressiva desensibilizzazione ai fattori stressogeni
  • Costruzione di nuove abitudini

Contro

  • Tempi molto lunghi

2. Il metodo Ariete

Nel metodo dell’Ariete vai a sfondare le barriere della timidezza con dei colpi piuttosto brutali e traumatici. Per cui, ti metti in in situazioni che sono causa di forte stress sociale per il tuo temperamento. Una volta “sopravvissuto”, tutte le situazioni successive, che invece non arrivavano a toccare questi picchi di stress estremo, risultano ridimensionate e più semplici da gestire.

Analogia concettuale con la Tempra.

Trattamento che viene eseguito su acciaio, leghe metalliche e vetro; consiste nell’arroventarli e quindi raffreddarli bruscamente, per renderli più duri e resistenti

Dal Corriere Della Sera

Il metodo Ariete tende a sfruttare il meccanismo di sopravvivenza insito nella nostra specie – il classico ciò che non uccide mi fortifica di Nietzsche per intenderci.

Questo tipo di approccio è ovviamente molto più complicato da mettere in atto e richiede enorme sacrificio e forza di volontà, ma i risultati possono essere incredibili.

Ad esempio diventi più abile a gestire le cose sotto pressione; a trovare rapidamente la soluzione ad un problema; o ad adattarti ad un imprevisto.

Non tutti riescono a vivere situazioni estremamente stressanti e hanno la forza per reggere eventuali ripercussioni (brutte figure, giudizi negativi, cattive impressioni).

Per far fronte a queste situazioni devi rapidamente trovare una soluzione ad un problema, per cui con il tempo diventi più abile a gestire le cose anche sotto pressione

Nel 2015 lavorai come animatore in un villaggio turistico, in Sicilia. Ero un bagnino, ma siccome volevano spremermi fino al midollo, mi era stato chiesto dallo staff di poter fare delle lezioni di acquagym. Io accettai e mi trovai a dover fare un’ora di lezione con 50 persone, in piscina, che mi vedevano e seguivano tutto ciò che facevo. Se anche mi fossi messo un dito nel naso, in quel momento, lo avrebbero fatto. La mia natura, mi faceva percepire quella situazione come estremamente difficile da tollerare. Ma una volta sopravvissuto a qualcosa del genere – che per qualcun altro poteva sembrare una sciocchezza – tutto il resto mi sembrava più semplice. Dopo questa esperienza, iniziai successivamente a tenere dei corsi fitness in palestra e, devo dire, mi risultò relativamente semplice gestire le lezioni e i rapporti con i clienti. Provenivo da una realtà molto più difficile e caotica.

Pro

  • Rapida desensibilizzazione ai fattori stressogeni
  • Apprendimento veloce
  • Miglioramento delle capacità di risoluzione di un problema sotto pressione

Contro

  • Situazioni molto difficili da reggere
  • Fare i conti con esperienze e ricordi non sempre piacevoli
  • Perdita di motivazione

Ricordati dell’Effetto Spotlight

L’effetto Spotlight è il fenomeno secondo il quale le persone tendono a credere di essere notate più di quanto non lo siano nella realtà. 

Se hai l’indole di una persona timida è facile che tu possa sperimentare questa sensazione; di conseguenza tenderai a sovrastimare il grado di attenzione che gli altri hanno verso di te. Un po’ come se fossi su di un palcoscenico con un riflettore puntato addosso, mentre un pubblico molto critico ti osserva e giudica il tuo aspetto, le tue movenze, il tuo comportamento, le tue parole.

La realtà è ben diversa. Non sei al centro dell’attenzione e, spesso, sei solo una comparsa sullo sfondo di una vita di qualcun altro. Per cui non c’è ragione, il più delle volte, di sentirsi perennemente giudicati e osservati.

Timidezza con le donne.

Spesso mi viene chiesto come fare per superare la timidezza con le donne. In questo caso posso esserti di aiuto con alcuni consigli.

Se non ti si addice un atteggiamento socievole ed espansivo, non provare a scimmiottarlo: otterresti solo pessimi risultati. Segui quella che è la tua indole, non snaturarti. Non esiste un solo modo per risultare interessante agli occhi di una donna.

Meglio dire le cose giuste al momento giusto che sprecare fiato in continuazione senza aver nulla di sensato da dire. Non devi per forza essere una persona con la parlantina fluida e serpeggiante; nel tuo caso saper pesare le parole può rivelarsi estremamente più utile. Lascia che a parlare sia lei, sfrutta questo a tuo vantaggio. Dal momento in cui sceglie di esporsi, tu hai la possibilità di comprendere al meglio quali parole elargire e quali azioni intraprendere per aumentare le tue probabilità di successo. Ricava quante più informazioni possibili dalle sue parole e dal suo comportamento. Non limitarti a ciò che ti dice, ma scava nelle intenzioni e leggi tra le righe. Usa la tua sensibilità come un’arma, elabora una strategia. Questo non ti porterà matematicamente al risultato ma potrà aumentare molto le tue chance.

Immagina due pugili: uno aggressivo che va all’attacco e cerca lo scontro; l’altro invece, utilizza una strategia più passiva, si muove attorno all’avversario, attende le sue mosse e cerca di colpire al momento giusto. Se sei timido devi agire come il secondo pugile.

Convivenza con la timidezza

Con il tempo la timidezza perde la sua connotazione negativa e si trasforma in qualcos’altro: qualcosa che appartiene al tuo carattere e che non cerchi più di buttare via o di cambiare. Diventa un tratto della tua personalità che vai ad integrare e ad armonizzare insieme al resto. Ecco perché quello che un tempo poteva sembrarti un punto debole può trasformarsi in un tuo punto di forza.

Le persone timide spesso sono dotate di estrema sensibilità e questa caratteristica può essere inizialmente vista come una debolezza; in realtà la sensibilità è un arma cerebrale molto potente, che può aiutarti nella comprensione delle persone e delle dinamiche sociali.

Per forza di cose ti troverai ad interagire in contesti sociali. Per tale motivo, devi sviluppare una strategia per poter sopravvivere alla quotidianità dei rapporti umani. Ciò che rappresenta per te un ostacolo, come la timidezza, deve diventare invece un trampolino di lancio dal quale poi devi essere in grado di tuffarti, fare giravolte, piroette psicologiche e riuscire ad ottenere il meglio da te stesso.

Non scoraggiarti se quel traguardo non lo vedi nemmeno all’orizzonte. Può essere necessario del tempo. É inevitabile che farai dei passi falsi, ma è anche grazie a questi che sarai in grado di limare alcuni aspetti del tuo carattere, e migliorarti.

Essere un Uomo Timido

La timidezza in un uomo è maggiormente stigmatizzata perché associata inconsciamente alla debolezza e all’inadeguatezza sociale; mentre la donna timida viene vista con dolcezza e trattata con maggiore riguardo: in un modo o nell’altro, troverà sempre uomini desiderosi di “proteggerla”.

Sono meccanismi atavici che s’innescano tutt’ora nella società attuale (anche se gli araldi dell’ipermoralismo tossico non lo vogliono ammettere).

A causa di questa differenza di percezione, l’uomo timido può risentirne di più sul piano psicologico. Molte donne ipocrite non lo ammetteranno mai, ma sono le prime a non apprezzare un uomo timido e sensibile. Viene percepito come debole, fragile, incapace di sopravvivere allo stato di natura.

Overthinking

Le persone timide o appartenenti all’insieme delle persone introverse, hanno momenti dove si incantano con la propria mente. Per le persone più disattente, o per quelle abituate ad essere molto socievoli, questo comportamento può essere frainteso come una mancanza di attenzione o come se la persona fosse poco sveglia. In realtà, spesso, la persona timida va in overthinking e tutta una serie di pensieri cominciano ad affollarle la mente. Questo può capitare sia in situazioni stressanti, (dove la persona timida contempla tutte le possibilità negative che possono verificarsi), sia in situazioni piacevoli, (dove la persona timida contempla tutte le possibilità positive).

Migliorare il fisico può aiutare

L’estetica conta tantissimo, più di quel che si crede. Se metti su massa muscolare con l’allenamento, e curi il tuo aspetto, puoi migliorare la percezione che tu hai di te stesso. Questo soprattutto se la tua timidezza è correlata al fatto che non ti piaci abbastanza.

In ogni caso bisogna sopravvivere

Essere timidi non è vantaggioso per questa società, che premia l’intraprendenza, le persone estremamente sociali, gli egocentrici. Molte persone timide, soprattutto ragazzi, diventano anime invisibili costrette a vagare in un mondo reale che non li comprende. Non ritirarti nel castello della solitudine, trova il tuo posto nel mondo e lotta per importi.

In bocca al lupo man!

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"Ciò che si decompone non può rigenerarsi, ma può solo rinascere sotto altre forme"

Aldo Petrillo
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