Perché Andrew Tate sta spopolando tra i ragazzi?

Andrew Tate Ita

Andrew Tate — figlio di Emory Tate, giocatore professionista di scacchi — è un ex combattente, vincitore di tre titoli mondiali di Kick Boxing e un imprenditore multimilionario. Tuttavia non sono stati i calci e i pugni dentro al ring a renderlo virale sui social, ma le sue opinioni.

Le sue parole tuonano sui social, come leggi incise nella pietra da una forza innaturale. Non si presentano come opinioni, ma come assiomi, verità calate dall’alto. Queste hanno successo proprio perché fanno da contraltare a questa mentalità femminista, debole, woke, riportando di nuovo al centro come protagonista l’uomo, il maschio, nella sua versione più temibile e amorale.

Lui spara sentenze usando parole semplici, dirette e d’impatto che colpiscono; si focalizza su degli unici punti di vista e li eleva a verità assolute. Perché se è vero che il re chiede consigli al saggio, il popolo ascolta di più le grida dell’oratore di piazza. E le capacità oratorie di Tate sono indiscutibili. Per le masse una comunicazione monoprospettica e polarizzante come quella di Andrew Tate è più efficace. Perché le masse vogliono chi gli indichi la strada non chi inviti loro a pensare. Le masse vogliono alzare statue agli eroi, seguire un leader, immedesimarsi in un uomo che incarni un ideale.

Andrew Tate è tutto ciò che un uomo vuole essere, nella forma più estrema del desiderio di dominio maschile. È uno squalo al vertice della catena alimentare: in questo mare di merda, che è la società, lui è a suo agio, ci sguazza dentro, nuota più veloce di chiunque altro, e riesce comunque a sentire l’odore del sangue delle prede. Ha fauci enormi, fuma sigari, ha molte donne, guida super-car da milioni di dollari, veste bene, e sa buttare le mani.

Andrew Tate crea fascinazione nelle masse di uomini che vedono in lui (e nel fratello Tristan), un riferimento, una luce accecante tra le tenebre della debolezza.

Gli uomini hanno trovato l’anti-dio, Il Kratos che fa fuori il pantheon olimpico, gli dei norreni e gli araldi del politicamente corretto.

Lui è il maschio che saccheggia, uccide, depreda e vince. Lui è il maschio che festeggia con birra e orge con il suo harem. Lui è il maschio che fa riti pagani e sacrifici umani nella sua sala adornata dalle teste dei nemici. Andrew Tate è uno shogun moderno, un berserker, un Cesare al ritorno dalla Gallia, un Gengis Khan che alimenta la sua stessa leggenda.

Non importa se faccia discorsi seri o spari cazzate, in entrambi casi è magnetico. Su tik tok è ovunque. E non ha un profilo Tik Tok.

Migliaia di profili prendono spezzoni del suo podcast o delle sue interviste e li ripropongono in continuazione. Promo gratis.

Tate dunque è da inquadrare come fenomeno sociale: c’è da chiedersi come mai abbia così tanto successo nei ragazzi? Forse perché si sentono sottorappresentati, perché non si rivedono nella società attuale, si sentono continuamente umiliati da questo modo di pensare filo-femminista e ipermoralista che non si stanca mai di ricordare loro che la mascolinità è tossica. Gente che crede di insegnare agli uomini come essere gli uomini, ma parla di mansplaining se un uomo si azzarda soltanto ad esprimere il proprio pensiero su qualcosa che riguarda loro.

I ragazzi, persi in un labirinto nella nebbia, seguono un faro di luce che li conduce verso la salvezza. Sono alla disperata ricerca della via d’uscita. Un personaggio come Tate, per via della sua personalità iperbolica, che va a pompare tutte quelle caratteristiche ambite nell’uomo, rappresenta la luce. Tate è un personaggio e ci marcia sulla sua figura pubblica.

Ha una sua università dove insegna agli uomini come diventare di successo. Non posso dire se funzioni o no, ma di posso sicuramente dire che la sua immagine pubblica sui social ha incrementato di molto il numero di iscritti. In un certo senso fare il personaggio gli serve, poiché gli consente di avere maggiori guadagni. Nel privato è possibile che sia diverso. Sa bene che per attirare l’attenzione su di sé deve agire in un certo modo. Anche io, nel mio piccolo, ho usato alcune di queste strategie sui social come Tik Tok.

Andrew Tate Allenamento

Attenti a prenderlo come esempio uomini, noi quel mare di merda dobbiamo saperlo guardare anche dall’esterno, fuori dalle correnti che ne regolano il movimento. Andrew Tate conosce le regole perverse del gioco e ha vinto sfruttandole a suo vantaggio o infrangendole. Le masse lo seguono perché amano personaggi del genere, polarizzanti, che ti dicono cosa fare e come farlo. Gli uomini storicamente hanno sempre fatto riferimento a uomini forti, a dei comandanti, a dei leader energici che sapessero direzionarli con vigore e autorevolezza. La figura del saggio, dello sciamano, non muove le folle. Il re, il generale, il Cesare dittatore sì.

Un personaggio come Tate ci serve perché scuote il terreno, ma dobbiamo essere in grado di non prendere come oro colato tutto ciò che dice. Se filtriamo i suoi contenuti con razionalità e spirito critico possiamo trovare degli ottimi spunti e consigli. Dobbiamo essere in grado di cogliere il sottotesto, il retropensiero delle parole di Tate e saper scartare quelle che noi reputiamo essere delle cagate, tipo quando dice che la depressione non esiste.

Discostiamoci dal pensiero emotivamente condizionato delle masse e avviciniamoci alla razionalità. Un uomo razionale governa sé stesso. Un uomo emotivo è governato dalle sue pulsioni.

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