Il Pugilatore a Riposo: perché è il simbolo di “essere uomo”

Essere Uomo
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Il Pugilatore a Riposo sintetizza tutto ciò che rappresenta l’uomo nella sua essenza.

In questa opera il Pugilatore si concede un momento di riposo, probabilmente successivo ad un estenuante combattimento. Nonostante ciò resta sempre vigile, infatti gira il capo come se non avesse pace o come se qualche pensiero lo attraversasse.

Il suo corpo è provato e riporta i segni della lotta. Le ferite ancora aperte e sanguinanti si aggiungono a vecchie cicatrici che raccontano di scontri passati.

Le cicatrici testimoniano il dolore, e in un certo senso egli diventa il custode delle sue sofferenze. I tratti somatici alterati: il volto, il naso schiacciato e le orecchie a “cavolfiore” raccontano di una vita fatta di combattimenti.

Non importa se abbia vinto o perso, a suscitare ammirazione è la sua capacità di resistenza; la sua capacità di essersi valorosamente misurato in questo e in tanti altri combattimenti contro altri validi lottatori.

Un’opera che rappresenta l’essenza nobile e brutale della natura dell’uomo.

Pugilatore a Riposo

La Natura Maschile

Un uomo è nato per combattere, per assicurarsi la sopravvivenza, per difendere i propri legami, il proprio nucleo di appartenenza, il proprio onore. Nella natura di un uomo risiede la sua voglia di misurarsi, con sé stesso e con i suoi simili.

Fuori dallo stato di natura l’uomo sente ancora il richiamo di questi impulsi antichi. Per questo non ha smesso di mettersi a dura prova. Sceglie volontariamente di combattere, sceglie volontariamente di confrontarsi.

lotta, conflitto, vittoria, rispetto, volontà di affermazione. Si trovano ora in altri ambienti che non sono relegati solamente alla lotta.

La società moderna, femminilizzata in ogni sua componente, condanna la mascolinità facendoci lagnose prediche su ciò che dovremmo essere. Predica un mondo senza violenza, ma non ha compreso che l’uomo ha bisogno di canalizzare l’aggressività e il suo istinto in attività che lo facciano sentire vivo. Questo non è connesso con la malvagità. Perché il nostro Pugilatore poteva essere anche un amorevole padre e compagno, ma aveva necessita di combattere finché il corpo e mente glielo permettevano.

Articolo che mi ha ispirato che vi consiglio di leggere: https://www.artesvelata.it/pugile-terme/

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