ONLY FANS: analisi del fenomeno da un punto di vista femminile

Fenomeno Only Fans

Only Fans, ad oggi, è un fenomeno davvero preoccupante. Non è facile al momento, a causa della retorica politicamente corretta che permea la nostra società, accorgersene; eppure, nel lungo tempo, ci renderemo conto, sempre di più, dei suoi effetti soprattutto sulle nuove generazioni. 

Potrei sembrare catastrofica nel fare questa affermazione, o “bigotta”, “retrograda” (appellativo che in alcune occasioni di confronto mi è capitato di ricevere); ciò che posso dirvi è che non sono né l’uno né l’altro, e nascondersi dietro ad un giudizio simile senza argomentare è il modus operandi della nuova retorica che vanta processi di inclusione senza rendersi conto di essere tutt’altro che inclusiva – lo dimostra il fatto che ogni persona contraria alle opinioni di massa viene esclusa e ghettizzata (insomma, si utilizzano gli stessi mezzi che si afferma di combattere). 

Dire che il fenomeno Only Fans è preoccupante, non è un’affermazione che riguarda la mia soggettività, piuttosto la definirei una conclusione che ha alle sue spalle analisi oggettive dei fatti a cui stiamo assistendo e, in questo articolo, andremo a vederle insieme.

ONLY FANS: IL PAESE DEI BALOCCHI

Parlando di fenomeni come Only Fans e similari, la frase che sentiamo spesso è questa: “ognuno della propria vita può farne ciò che vuole”, una giustificazione ormai a qualsiasi cosa; anche la più aberrante delle azioni spesso viene normalizzata attraverso questi vocaboli.

Peccato però, che siamo inseriti all’interno di un contesto sociale e che lo vogliamo o meno, le nostre azioni eclatanti hanno un peso. Che ognuno abbia il diritto di scegliere il proprio modo di vivere la trovo un’affermazione assolutamente vera, è giusto così e di certo nessun altro ha il diritto di decidere per noi stessi; questo vale però fino al momento in cui si tratta davvero solo della PROPRIA vita, con scelte, azioni e decisioni che non vadano a ledere quella altrui. 

Parlando di Only Fans, è chiaro che non possiamo applicare questa giustifica sociale, soprattutto nel momento in cui si fanno battaglie social dove siamo costretti quasi a dover normalizzare la vendita del proprio corpo come una cosa assolutamente normale – quante volte avete sentito la frase: “siamo nel 2023, non nel medioevo!” …ecco.

Ragazze sempre più giovani si approcciano a questa piattaforma e vengono spinte a farlo, a causa di idee promosse su social come Tiktok, dove centinaia di donne che “lavorano” su questa piattaforma ci propinano i loro video in cui fanno apparire Only Fans come il paese dei balocchi: poca spesa, massima resa, guadagni a 6 cifre. Provate ora ad immaginare l’effetto che queste campagne hanno sul cervello di una adolescente che dalla sua cameretta sogna di diventare famosa (qualunque significato questo “essere famosa” possa avere) e piena di soldi. 

Mancanza di consapevolezza

La mancanza di consapevolezza in un cervello giovane è il veicolo perfetto per questi fenomeni, soprattutto quando vengono sostenuti dalla massa. 

Il fenomeno Only fans raggiunge sempre più persone e, purtroppo, non sempre parliamo di ragazze, donne, pienamente consapevoli dei pro e dei contro di questo mondo, che decidono di fare questo “lavoro” nel pieno possesso delle loro capacità decisionali adulte. Non stiamo parlando nemmeno di donne che decidono di lavorare nel mondo della pornografia o in luoghi specifici – ad esempio, mi vengono in mente le famose “case chiuse” del passato – dove il fenomeno rimane confinato nelle scelte e nello stile di vita di quelle persone. 

Parliamo di un qualcosa che sta dilagando tra le ragazzine minorenni, sempre più affascinate da queste pseudo-influencer, seguite come idoli, che normalizzano la vendita del proprio corpo come un ottimo mezzo per diventare famose e fare soldi facili; i loro cervelli vengono condizionati da questa retorica del “tutto è possibile, tutto è normale”, come se fosse quasi necessario avere un account Only Fans per essere qualcuno. Un bisogno di venerazione tragico, che un bel giorno decide di raggiungerti, dopo averti svuotata della tua dignità, con tutte le sue conseguenze inestinguibili. 

Tornare indietro nel tempo non è possibile

Tutti siamo stati adolescenti e tutti, chi più chi meno, abbiamo sicuramente ripensato ad alcune nostre azioni e decisioni che, col senno di poi, con la nostra mente da adulti, non avremmo mai fatto e/o preso. Non è questione di incoerenza, si tratta di crescita. 

Nel corso della nostra vita attraversiamo varie fasi: infanzia, pubertà, pre-adolescenza, adolescenza, età adulta. Chiamarle “fasi” non è solo un tentativo di rendere le cose convenzionali: attraversare queste fasi implica un meccanismo di base dove, a causa delle esperienze che facciamo, cresciamo dunque evolviamo. Questa evoluzione porta con sé cambiamenti, rinnovamenti, nuove consapevolezze, nuove prospettive.  

Ed è questo che accade anche alle adolescenti che, troppo presto, appena compiuti 18 anni – o almeno si presume – aprono il loro primo account Only Fans, realizzando finalmente il progetto tanto agognato dalle loro camerette. Inizialmente tutto sembra bellissimo: iscritti su iscritti, soldi, fama, ego nutrito dal desiderio altrui. 

Quello che non sanno è che indietro nel tempo non si torna, che ogni azione ha delle conseguenze, e che nonostante le pseudo-influencer ti abbiano fatto credere che in quanto donna hai potere decisionale sul tuo corpo, non sarai mai davvero in grado di controllare dove i tuoi contenuti vadano a finire. 

Aprire un account Only Fans è un marchio; quando arriva l’evoluzione e il cambiamento dell’età adulta, consapevole, non c’è spazio per il cambiamento. Certo, è possibile disiscriversi, chiudere il profilo, ricominciare da capo; ma questo non cambia ciò che è stato. 

Non si tratta di cambiare o meno vita, quello possiamo farlo tutti in qualsiasi momento; la questione riguarda piuttosto il capire se siamo o meno disposti ad accettare il peso delle nostre azioni, le ripercussioni che queste possono avere sul nostro futuro. Quando sei molto giovane, una valutazione del genere non è possibile. 

Leggevo qualche giorno fa di una ragazza appena ventenne discriminata dal suo datore di lavoro in quanto autrice di contenuti su Only Fans, licenziata poiché non ritenuta idonea al ruolo – l’azienda, occupandosi di un servizio che riguarda anche famiglie (quindi bambini), non ha voluto compromettere la sua immagine. La polemica ovviamente è stata enorme: è giusto? non è giusto? Non sono queste le domande che dobbiamo porci. Così come viene vantato il diritto di fare della propria vita ciò che si vuole, è giusto anche accettare che esistono realtà alle quali non si avrà più accesso e che non tutte le persone sono costrette ad accettare chi e/o che cosa siamo. 

Nonostante la retorica del politicamente corretto aspiri ad una normalizzazione di tale fenomeno, questo non offre il diritto di non riflettere su quale direzione la nostra vita possa prendere. Ed è proprio questa retorica che ora convince le ragazzine che esiste una dignità anche nel vendersi. Che anche se ti vendi dopo puoi smettere e tornare ad avere la tua vita di sempre, come se le azioni non avessero conseguenze “perché tanto non siamo nel medioevo, siamo nel 2023 quasi”.

Ragazza in chiaro scuro su Only Fans

APRIRE UN ACCOUNT ONLY FANS: ISTRUZIONI PER L’USO

Non so se abbiate anche voi un account Tiktok, ad ogni modo è proprio questo social che pullula di profili che offrono corsi e contenuti specifici su come iniziare la propria carriera Only Fans. Esistono account di ragazze che sono vere e proprie istruzioni per l’uso: come iniziare, come aumentare gli iscritti, come promuoversi, come scattare le foto, da quali angolazioni è meglio girare i video, come vendere, come trovare clienti, eccetera. 

A 13,14,15,16 anni si è fragili, ed è questa la media degli utenti su Tiktok. Condizionare le adolescenti spesso è un gioco da ragazzi, soprattutto in un mondo come quello di oggi, che va sempre più veloce, dove alla base della società (anche se non sembra accorgersene ancora nessuno) si stanno incrinando dei meccanismi fondamentali. 

Le persone sono sempre più sole, rinchiuse dentro a delle piattaforme, con una sorta di depressione di fondo che non processano. I binari dell’esistenza sono deviati, la solitudine penetra le nostre giornate, la noia i nostri istinti. È un mondo che con le sue richieste di fretta, sacrificio di tempo senza causa, disumanizzazione dei sentimenti e delle relazioni profonde, ci sta rapendo in un vortice di vuoto. Se questo qualche tempo fa sembrava non rappresentare un problema, ad oggi è la nostra drammatica realtà. 

IL DRAMMA DEGLI UOMINI

Se una piattaforma come Only Fans esiste e si alimenta, è soprattutto grazie al fatto che esistono persone che ne usufruiscono: uomini soprattutto, ragazzi. Ora, la domanda che dobbiamo porci è questa: perché un ragazzo, un uomo, dovrebbe comprare foto/video/abbonamenti Only Fans?

La verità è che ad oggi la mascolinità ha subito un attacco non indifferente. La retorica dilagante mina la mascolinità nelle sue basi; l’uomo viene reso debole, alla mercé di una società che da lui pretende efficienza, performance robotizzate. A nessuno importa che i suicidi tra i ragazzi di sesso maschile stiano aumentando a dismisura: nessuno indaga, nessuno scava. 

La mascolinità ormai è considerata tossica; di conseguenza, gli uomini, sottoposti a tale giudizio istero-psicotico che pesa sulle loro spalle come un macigno, si ritrovano a crescere sempre più frustrati nel tentativo di dimostrare un valore, di avere un peso, di dover “essere”. Uomini depressi, s-virilizzati dal politicamente corretto che vanta di essere inclusivo attraverso le sue feroci campagne di esclusione e giudizio verso coloro che vorrebbero staccarsi dalla visione comune. 

Una società che per l’uomo diventa sempre più castrante, come spesso è stato analizzato in vari articoli presenti su questo blog. Essere uomo oggi, significa dover essere altro da ciò che si è nella propria natura. Se sei troppo uomo, sei un maschio dalla personalità tossica, se sei troppo poco uomo, sei un maschio beta che non ha valore; uno zerbino che è possibile calpestare a piacimento per lustrare la suola.

Facendo queste affermazioni, non sto promuovendo una società patriarcale (che di fatto, anche se viene sostenuto il contrario, non esiste più) dove troviamo una baraonda di padri-padroni; sto cercando di farvi notare come, piano piano in un silenzio che io percepisco assordante e chiassoso, vengano de-costruite delle basi sociali, personali e psicologiche importanti, in maniera errata, attraverso tesi, teorie e motivazioni politicamente corrette figlie di una retorica assurda.  

IL DISAGIO DEL DISACCORDO 

La settimana scorsa ho avuto il piacere di confrontarmi con un uomo che mi ha dato modo di riflettere su una questione importante. In un messaggio, scriveva questo: “Sono una persona che attribuisce molto valore all’intimità, e sentire che TUTTI prendono con leggerezza cose del genere mi fa sentire a disagio, come se fossi retrogrado in questo ambito, quando a me pare una cosa normalissima se ci penso.”

Mi vorrei soffermare proprio su quella parola: DISAGIO. Com’è possibile sentirsi a disagio a causa del proprio punto di vista differente e del tutto legittimo?

Come dicevo prima, la nostra società sta andando incontro a cambiamenti che in futuro avranno grosse ripercussioni sulle nuove generazioni che verranno. Il disagio che possiamo provare nel produrre pensieri differenti dalla massa di ciò che viene venduto come forzatamente giusto, deriva dalla percezione personale che abbiamo dei meccanismi contorti che ci circondano, e dal tentativo grottesco della retorica di spegnere ogni orientamento personale (il che è paradossale, se pensiamo alle battaglie che con tanta ferocia difendono e mettono in atto). 

Ci si sente a disagio perché non si è disposti a scendere a compromessi, a tentativi di corruzione retorica; perché con l’ultimo barlume di forza si tende a difendere convinzioni personali legittime, che fanno parte della propria indole, del proprio modo di essere, di approcciarsi all’esistenza, alle relazioni, alle opinioni. Una caccia alle streghe del “diverso”.

Ma non è proprio la diversità, che si vuole a tutti i costi tutelare? Probabilmente, come molti di voi, devo essermi persa qualche passaggio.

Leggi anche:

Autore

condividi

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Segui Essere uomo su Instagram

Entra a far parte del gruppo telegram al maschile