La BELLEZZA è soggettiva o oggettiva?

La bellezza è soggettiva o oggettiva? due corpi a confronto: uno maschile ed uno femminile
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pocket

“La bellezza è negli occhi di chi guarda”; “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”; “la bellezza è ovunque”. Tutte frasi che fanno pensare che la “bellezza” è soggettiva e non oggettiva. Ma siamo sicuri che le cose stanno davvero così? La risposta è meno semplice di ciò che può sembrare, ma cercherò di essere più chiaro possibile.

La bellezza è un dono

La bellezza è potere. Un potere innato dato dal caos che decide casualmente chi premiare. È un po’ come se prima di nascere dio ti permettesse di scegliere che numero estrarre dalla lotteria genetica. Se sei fortunato, congratulazioni! Vieni al mondo con una genetica da chad. Se sei sfortunato invece diventi parte della schiera dei non belli, degli invisibili, di quelli che nessuna si fila. Non c’è nessun merito in questo: la natura non conosce giustizia. La bellezza non è per tutti. La bellezza è un dono.

Essere belli può tradursi in benessere emotivo e privilegi nella propria carriera e vita personale. Tuttavia, la bellezza non è equamente distribuita nella nostra società.

Se non “estraiamo i numeri giusti” tutto ciò che possiamo fare è massimizzare ciò che abbiamo. Come? Con la chirurgia estetica o con gli allenamenti ad esempio.

Anni fa, quando avevo appena 16 anni, iniziai ad allenarmi come un dannato. Ricordo che nel mio stesso periodo iniziò ad allenarsi quest’altro ragazzo. Lui ottenne – a pari impegno e in breve tempo – un fisico molto più estetico del mio. Non ti nascondo che ai tempi la cosa fu frustrante. Sapevo che era questione di genetica, ma faticavo ad accettarlo. Il punto è questo: la realtà non deve per forza piacerci.

Canoni di bellezza

Nel mondo esistono, più o meno, gli stessi canoni di bellezza. Se in qualche pubblicità, o in qualche passerella di moda, vedi che vengono proposti canoni di bellezza differenti, come la modella Gucci iraniana Armine Harutyunyan, si tratta solo di mosse strategiche di marketing che fanno leva sulle nuove ideologie woke, femministe, liberal, politicamente corrette. In realtà c’è poco da fare, i canoni di bellezza sono molto simili in tutte le popolazioni umane, passate e presenti.

Per quanto riguarda il corpo femminile ad esempio, i lineamenti devono rispecchiare i modelli classici, la pelle deve essere liscia e morbida, il volto simmetrico, la dentatura perfetta, il peso deve essere proporzionato all’altezza del corpo, e quel che è più importante, il rapporto fianchi-punto vita deve attenersi a determinate proporzioni (0,67- 0,80). Niente di più, niente di meno. Questi sono tutti indicatori di bellezza, di fertilità e di giovinezza femminile. Altro che “grasso è bello”. La diversità nel comportamento sessuale, le preferenze, i criteri selettivi del partner e così via dipendono da meccanismi antichi che in ambienti ancestrali erano funzionali alla riproduzione. 

Ad esempio: un uomo, alto, spalle larghe, cosce e glutei possenti, mascella squadrata, era valutato dalle femmine di sapiens come un uomo potente e dominante che aveva alte possibilità di sopravvivenza. Un uomo in grado di generare una prole più forte e in salute. (tratto da: donne attratte dal potere: come si giustificano)

la bellezza è soggettiva o oggettiva?

Perché crediamo di poter scegliere ciò che ci piace

La verità è che noi umani rifiutiamo di essere considerati un prodotto naturale della pressione selettiva, come lo sono tutte le altre bestie. Ci consideriamo al di sopra di loro, fuori dal contesto di natura, il prodotto della volontà di dio, il disegno perfetto dell’evoluzione.

Vogliamo in un certo senso avere l’illusione di poter scegliere in perfetta autonomia di pensiero, cosa ci piace e cosa no, quando poi anche la nostra mente è il risultato delle selezione naturale. La bellezza esiste perché esistiamo noi che la possiamo concettualizzare e le diamo un nome. La bellezza è solo un prodotto della nostra mente.

Ma su quale terreno mette le radici il concetto di bellezza? Potremmo rispondere sul terreno dell’armonia, l’ordine, la simmetria, la prestanza; ma la realtà è che è molto complesso decodificare tutti i parametri della bellezza, nonostante sperimentiamo nell’esperienza di tutti i giorni la loro celata esistenza. Insomma, se vedi un bel culo, riesci a capire abbastanza velocemente che è un bel culo, senza perderti in tante analisi complesse.

Come abbiamo detto, il concetto di bellezza è strettamente legato al processo evolutivo della nostra specie, in modo da indirizzarci verso il massimo successo riproduttivo. Con lo sviluppo dell’intelletto è diventato qualcosa sempre di più complesso. Sono ad esempio belle le persone, ma anche le cose inanimate o astratte: le auto, la musica, i film, le opere, le poesie.

Le radici restano sempre le stesse ma più saliamo il tronco dell’albero, più ci allontaniamo da esse, e più andiamo incontro ad innumerevoli diramazioni che danno luogo ad una presunta e apparente soggettività della bellezza.

I canoni della Bellezza sono come le foglie alla fine di questi rami, e proprio come queste possono essere diverse l’une dalle altre, per motivi personali, culturali o altro; ma, alla base di tutto, ci sono sempre le stesse, antiche e profonde radici, che affondano nel terreno del nostro passato.

Per poter apportare un cambiamento profondo alle radici bisognerebbe azzerare l’intero processo evolutivo della specie e ripartire da capo, e questo non è attuabile.

Codici di interpretazione interni

Nel valutare la bellezza siamo vincolati in primo luogo dalla nostra natura, che ci dà dei codici condivisi di interpretazione, e poi in secondo e terzo luogo dal contesto sociale e culturale.

Tutti gli umani sono capaci di riconoscere la bellezza, senza talvolta nemmeno conoscerne i motivi. Se ci pensiamo è semplice disposizione di atomi che vengono posizionati diversamente. La differenza tra un volto bello da uno brutto non è altro che questo.

La domanda è: la bellezza è oggettiva o soggettiva? la risposta definitiva

Dopo studi vari e riflessioni personali sono arrivato a formulare l’idea che la bellezza è tendenzialmente oggettiva (“le radici”) con sfumature soggettive (“le diramazioni”).

L’oggettività della bellezza è stabilita dalla maggioranza dei giudizi condivisi, potenzialmente sovrapponibili, che convergono in un unico insieme dominante.

Mi spiego: se una ragazza viene giudicata esteticamente molto bella, vorrà dire che essa lo sarà per la maggior parte degli uomini. Se la bellezza fosse puramente soggettiva, allora dovrebbe esistere una ripartizione molto più diversificata dei giudizi. Invece assistiamo ad una polarizzazione estrema.

Nel giudizio estetico riguardo le persone è molto più facile che il giudizio sia più polarizzato, proprio perché il concetto di bellezza si avvicina di più alle radici del concetto originario di bellezza — quello nato per farci riprodurre per intenderci — e quindi presenterà meno diramazioni.

Con le cose, le arti, i film, i quadri, i paesaggi, tutto ciò che non riguarda direttamente l’estetica individuale invece, il giudizio è meno polarizzato proprio perché si allontana dal concetto originario, e quindi presenta una maggiore ripartizione dei giudizi.

La bellezza, in uno schema illustrato che mostra la ripartizione dei giudizi.

Riflessioni sulla bellezza nella società attuale

Vogliono a tutti i costi imporre modelli e canoni di bellezza diversi, anticonvenzionali, come queste modelle plus size estreme. La cosa bella è che la fanno passare anche per battaglia giusta, una lotta agli stereotipi, quando poi, tolto il discorso puramente estetico, dal punto di vista della salute personale e sul piano funzionale, essere molto grassi e flaccidi (non parliamo di pancetta) non è assolutamente sano. Da notare come poi queste campagne siano sempre a tutela del corpo femminile.

Modella curvy

Ma per quanto riguarda il corpo maschile non c’è la stessa attenzione. Il bodyshaming sulle dimensioni del pene, sull’altezza, sulla gracilità, sui tratti facciali di un uomo è ancora ampiamente accettato socialmente. Gli uomini spesso non se ne lamentano, ma non è che faccia loro piacere questa disparità di trattamento. 

Meme uomini e donne

Il discorso di sensibilizzazione dovrebbe essere semplicemente diverso. Bisognerebbe far capire che le persone non vanno discriminate per la loro bellezza. Non che tutte le persone, a loro modo sono belle, perché non è così, e non potrà mai esserlo.

Sembra essere colpa della società che ha imposto certi canoni di bellezza, ma in realtà si sono imposti in automatico, senza alcuna pressione esterna. La società semplicemente se ne serve per i propri scopi, spesse volte anche in maniera subdola. Ma credere che la bellezza sia solo un costrutto sociale che non dipende dalla nostra natura animale è essenzialmente sbagliato.

Segui il PODCAST di Essere UOMO su SPOTIFY

condividi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su pocket

2 risposte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Segui Essere uomo su Instagram

Entra a far parte del gruppo telegram al maschile